Performance “A te la scelta” dell’artista Luigi Franzese con l’interpretazione di Nina Monti del XXXIII Canto dell’Inferno

Luigi FranzeseL’installazione “A te la scelta” del giovane artista Luigi Franzese trae ispirazione dal trentatreesimo canto dell’Inferno dantesco. L’artista si è lasciato ispirare dall’immagine “cruda” del Conte Ugolino che divora il cranio dell’Arcivescovo Ruggieri per dar vita ad un’opera concettuale colta e volutamente trattata con un linguaggio artistico macabro e al contempo drammatico.

Così come l’immagine dantesca vuole essere raccapricciante per enfatizzare la drammaticità della situazione mista di rabbia e dolore, così l’installazione di Franzese vuole provocare ed evocare un pensiero per mettere l’osservatore di fronte a se stesso.

L’opera rappresenta un teschio che maciulla un uomo in forma di manichino: dopo la morte l’uomo ha perso infatti la sua identità per diventare uguale a tutti gli altri, inerme di fronte al “gran giudizio finale”. Dall’effige del teschio, emblema per antonomasia della fine della vita, usato dalla Chiesa come monito per ricordarci la nostra mortalità e quindi il nostro passaggio effimero sulla terra, partono dei sottili fili di metallo ad ognuno dei quali è appeso un manichino per un totale di sette manichini: i sette peccati capitali.

Il linguaggio artistico di Franzese è qui utilizzato per evidenziare l’aspetto provocatorio dell’arte come monito ad una riflessione intimista per l’individuo/osservatore che viene messo di fronte a se

stesso, e per spingerlo ad una intima riconciliazione dove chiedere perdono a Dio per tornare in comunione con il mondo.
Nell’installazione in oggetto la simbologia della penitenza vuole andare oltre alla classica valenza cristiana perché ogni uomo, indipendentemente dal proprio credo religioso e dalla propria cultura, porta in sé una sua spiritualità. Tutto il genere umano ha bisogno di spiritualità e di riconciliazione nel momento che precede la morte.

L’opera, come dice la didascalia stessa, pone lo spettatore di fronte al suo libero arbitrio e, in un momento storico e sociale di estrema crisi di valori, lo invita a mettere in discussione il proprio comportamento nel mondo, la propria morale, la propria etica.

18 – 19 Giugno 2015 presso Battistero di San Giovanni in Laterano – Roma

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