Sinestesìe Cromatiche di Giulio Repulino

Locandina dell'evento sinestesìe CromaticheLE SINESTEṠÌE CROMATICHE DI GIULIO REPULINO IN MOSTRA NELLA SALA MOSTRE E CONVEGNI DI GANGEMI EDITORE

 

Su invito della Gangemi Editore, l’artista Giulio Repulino espone a Roma le sue opere recenti. Quadri, ziribigli, ma soprattutto ceramiche policrome e buccheri sono esposti nella Sala Mostre e Convegni di Gangemi editore in Via Giulia 142 in Roma. La mostra dal titolo Sinesteṡìe Cromatiche si inaugura venerdì 7 dicembre alle ore 17,00.

La mostra resterà aperta per quindici giorni ed è visitabile dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 18,00.

 

 

Durante l’inaugurazione sarà discusso anche il catalogo della recente mostra di Giulio Repulino a Casa Cajani –Museo della Ceramica degli antichi Umbri in Gualdo Tadino che ha come titolo Astratti bisbigli e cromatici ziribigli di Giulio Repulino.

Emilia Gangemi terrà il saluto di benvenuto.

Repulino sarà introdotto dalla critica d’arte Monica Ferrarini che ha già scritto di Repulino ed ha sottolineato la profonda ispirazione unita alla capacità tecnica, alla perenne ricerca, ad uno studio colto e ardito, che abbraccia sia la sperimentazione dei materiali che la destrutturazione delle immagini, evocano un lirismo d’insieme dove nulla è lasciato al caso e dove l’uomo e l’artista si incrociano per unire il loro cammino lungo un percorso fatto di innovazione e di impatto.

Seguirà la presentazione  di Mariella Zoppi –Professore Emerito dell’Università degli Studi di Firenze, che oltre a conosce la personalità di questo artista avendone condiviso per decenni l’impegno accademico nella Università di Firenze, ne ha scritto rimarcando l’appartenenza culturale alle aree geografiche mediterranea e latino-americana che rendono complesso e problematico il decodificare i codici identitari di Giulio Repulino dall’esplorazione “dei luoghi, come nel caso del Machu Picchu, alle orme della cultura popolare quotidiana peruviana, le cui testimonianze materiali diventano simboliche e identitarie forme di vita”, all’omaggio al popolo etrusco “popolo misteriosamente sparito dalla Regione, di rivivere nel rinnovarsi del mistero della produzione artistica, materializzandosi in quel bucchero, fatto di terra, di legno e di fuoco, che Repulino è capace di ricreare: materia antica, riproposta oggi nella sua reiterata smagliante bellezza”. Spiega, la Zoppi, come la” popolare ceramica salata, che Repulino affranca dalla mera utilitas del vasellame popolare per darle astratte forme scultoree. Ancora una volta resa reale, attraverso un processo di costruzione, fatto di saperi e sentimenti, estratti dal grande teatro della memoria, filtrati di esperienza, imbevuti di conoscenza”.

A conclusione della inaugurazione l’artista risponderà alle domande del pubblico.

 

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