Anna Farris

L’arte pittorica di Anna Farris si caratterizza da una serie di dipinti che seguono un preciso sviluppo creativo ed emotivo forgiato dall’indole di un’artista in continua ricerca sperimentale.

L’aspetto intimo e riflessivo delle sue opere sfocia in una dimensione al contempo figurata ed astratta che si impone come ricerca di equilibrio e racconta la sua dedizione per l’arte e per le sue potenzialità comunicative. Ogni tela va oltre il semplice racconto descrittivo: la tecnica si mette al servizio del pensiero, i colori conferiscono spessore all’immagine, le forme emanano vibrazioni ed emozione.

Ciò che emerge è l’espressione di un animo delicato capace di captare e di interpretare quelle immagini della realtà che in modi diversi hanno colpito la sua immaginazione creativa. Sono visioni soffuse da un delicato lirismo che tendono progressivamente a trasfigurare il dato reale per approdare ad un’astrazione fatta da pennellate spesso informi e a tratti materiche. 

Farris si ispira a frammenti di realtà vissuta rivisitati da un’indagine estetica che rielabora l’elemento figurato fino a destrutturarlo per lasciare spazio all’istinto, all’immaginazione, alla sensazione, ad atmosfere vibranti dove il colore assume valenze espressive portatrici di esperienze percettive e sensoriali.

È una pulsione coloristica fatta di una visione interna ed una esterna che si coniugano in impatti cromatici carichi di contenuti diversi e che lasciano spazio all’intuizione e all’estetica.

I colori forti, decisi, vibranti, ora si amplificano nella loro unione ora si ammorbidiscono per fluire in visioni intime e delicate che ritroviamo soprattutto nella prima produzione dove l’artista si dedica alla tecnica dell’acquarello e all’arte sacra dando vita ad opere dal forte sapore comunicativo: volti assolti nel pensiero o dispensatori di premurosa amorevolezza; icone evocatrici della più nobile tradizione storico artistica e  rese ancora più impattanti dalla purezza del colore e dai pigmenti; nature morte solitarie pervase da un senso di straniamento o rese più contemporanee dalla luminosità ed dall’incisività dei toni cromatici.

Nel suo lungo percorso creativo scorgiamo la volontà di liberare il linguaggio pittorico, ed il tema della musica, presente in diverse tele, altro non è che un richiamo visivo alle teorie di Kandinsky secondo cui la musica è pura espressione di esigenze interiori e pertanto dovrebbe anch’essa liberarsi dall’imitazione dell’oggetto fisico per diventare astrazione pura.

L’elemento figurato, pur rimanendo presente (“Esplosione di note e colori”, “Chitarre a suon di colore”, “Senti delle note e diventeranno colori”, “Il Violinista”), tende a destrutturarsi nell’uso vivo delle cromie, nelle tonalità accese e nei tratti ora materici e pastosi (“Senza titolo”-2015).

Attraverso varie esperienze pittoriche e prove di ricerca stilistica quella di Farris è un’evoluzione formale completa che riesce a combinare un’ispirazione dal sapore più tradizionale e classico ad una spinta più introspettiva e contemporanea.

Anna Farris
Chitarre a Suon di Colore – Anna Farris
Anna Farris
Esplosione di Note e Colori – Anna Farris
Anna Farris
Senti delle Note e Diventeranno Colori – Anna Farris
Senza Titolo
Senza Titolo – Anna Farris

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