John Bacon

La pittura di John Bacon altro non è che impulso che prende forma attraverso il pensiero e un tocco di razionalità, un processo che si sviluppa inaspettatamente e che cambia in corso d’opera perché non c’è nulla di pianificato nella mente di chi crea. È un cammino autonomo e intuitivo che non conosce piani premeditati ma che si sviluppa libero di seguire istinti e impulsi per lasciare affiorare la propria parte più autentica. La pittura diventa così espressione dell’io, di variegati e complessi mondi interiori, dove linee e forme non strutturate, si lasciano trasportare sulla scia dello slancio creativo.  

John Bacon utilizza un codice espressivo icastico, di grande impatto visivo, fondato sulla distorsione delle forme e su esplosioni cromatiche tipiche della più nobile corrente espressionista. È un lavoro intuitivo che prende le distanze dal modello di rappresentazione naturalistica del reale per lasciare campo all’indagine emotiva e sensoriale, capace di trasformare il dato oggettivo in qualcosa di diverso, in una visione nuova e sintetica, frutto della scomposizione e ricomposizione della realtà oggettiva. Le sue audaci composizioni figurative si fondono con forme astratte in un’esplosione di colori arditi e forme erranti tese a stimolare l’emozione sia di chi crea che di chi osserva. La ricchezza cromatica e la stratificazione coloristica determinano una profondità concettuale e tecnica oltre ad una visione complessa che richiede di essere esplorata. Sono opere che offrono all’astante uno spazio in cui vagare alla scoperta di nuovi orizzonti, invitandolo oltremodo ad espandere la propria percezione. Bacon tende ad enfatizzare il lato intrinseco dei soggetti trattati e, a discapito di una raffigurazione fedele del mondo manifesto, le forme vengono volutamente destrutturate attraverso pennellate dal sapore espressionista. L’Artista vive l’arte pittorica come mezzo creativo che lascia spazio all’inconscio, si diverte a giocare con la realtà, a reinterpretarla, a scomporla per poi restituirla in un’ottica nuova dove le cose di sempre diventano “altre”. Il contenuto evocativo scaturisce da una ricerca emozionale che si nutre della ricchezza immaginativa dell’Autore e così egli si dedica a raffigurare scenari di indubbia complessità espressiva, privati di una comune e/o scontata riconoscibilità ma fatti di autentica identità e di pura essenza. Egli osserva con gli occhi della mente e del cuore, e la sua analisi riesce a bilanciare armoniosamente istinto e ragione, forza e fragilità. È una dimensione personale animata da forme in mutamento che inducono a ragionare, a pensare “fuori dagli schemi”, a cambiare angolatura, aprendo dunque nuove chiavi interpretative che traggono spunto da elementi soggettivi e che si esplicano poi andando ad abbracciare campi più vasti di oggettività. Quello che emerge prepotentemente è una dimensione suggestiva che si regge sull’uso vibrante di un’ampia e intensa tavolozza cromatica che contribuisce a dare forma al contenuto addentrandosi nei meandri dell’anima e facendosi linfa vitale dell’intero processo creativo. La tela diventa lo spazio per eccellenza dove lasciare fluire il proprio sentire, senza un intento premeditato, senza schematismi formali e /o dettami accademici, per arrivare sempre a risultati originali e convincenti. L’osservatore è catturato dall’energia propulsiva di una pittura che emana la sua forza dall’interno e che arriva al cuore e alla parte più intima di noi stessi.

Monica Ferrarini

John Bacon
John Bacon – A Face in the Crowd
John Bacon
John Bacon – Best of Friends
John Bacon – Self Reflection
John Bacon – State of Disbelief
John Bacon
John Bacon – Subconscious

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